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LLOYD TRIESTINO

INTRODUZIONE

 

Tra i palazzi che dominano la celebre piazza Unità d’Italia di Trieste, affacciata sul mare, uno dei più sontuosi e imponenti reca alla sommità il nome Lloyd Triestino.

Il grande edificio racconta ancora oggi la potenza di quella grande società di navigazione che, sorta il 2 Agosto 1836, è ancora oggi la più antica in esercizio, pur avendo mutato nome in Italia Marittima alcuni anni dopo il passaggio di proprietà dallo stato italiano al gruppo taiwanese Evergreen.

La collocazione geografica del capoluogo Giuliano lo ha reso la naturale porta di comunicazione tra l’oriente e i mercati dell’Europa continentale; soprattutto l’apertura del canale di Suez, nel 1869 avrebbe portato enormi benefici al Lloyd di Trieste che, già nell' Ottocento, aveva intrapreso l’istituzione di rotte regolari con il medio e il lontano oriente, spingendosi fino ai porti del mar Rosso, alla penisola indiana, alla Cina e al Giappone.

Al termine della Grande guerra altre linee intercontinentali, come quella per l’Australia, andarono ad arricchire i servizi della compagnia, oltre al mantenimento delle rotte mediterranee più consolidate e tradizionali come quelle per il Libano, la Siria, la Palestina e l’Egitto. In seguito all’avventura coloniale italiana in Africa, il Lloyd avrebbe assicurato le linee regolari anche con i nuovi possedimenti italiani.

NAVI CELEBRI

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STORIA

 

Risollevata dal periodo di incertezza e di disagio delle guerre napoleoniche Trieste aveva rapidamente ritrovato l’ottimismo e la volontà di una rapida ascensione grazie ai provvedimenti del governo di Vienna allo sviluppo delle attività portuali, del commercio e della navigazione. E’ in questo clima prospero che, nel 1818 aveva preso il mare il Carolina I, primo piroscafo a vapore costruito a Trieste e secondo in tutto il Mediterraneo. Pochi anni più tardi Josef Ressel avrebbe realizzato e fatto navigare nel golfo la prima vaporiera dotata di elica. Tra questi due importanti avvenimenti, il 20 Aprile 1833 un gruppo di 

assicuratori e commercianti triestini da vita al Lloyd Austriaco, modellandolo sull’esempio di quello inglese e del suo successivo imitatore francese; scopo della nuova istituzione è quello di raccogliere informazioni di natura marittima mercantile sui servizi, sui traffici e sugli affari di assicurazione. Una delle prime attività del Lloyd Austriaco fu quindi quella di organizzare la pubblicazione di un periodico “Il giornale del Lloyd” per organizzare e pubblicare queste informazioni.

All’atto della nascita del Lloyd i commerci triestini risentivano di un momento di profonda depressione, sia per questioni di carestia sia per il peggioramento delle condizioni politiche del vicino oriente. La ripresa economica, dal 1835 in poi, aveva convinto i caratisti del Lloyd a innaugurare la così detta “seconda sezione” quella cioè che, cominciando con l’acquisizione dei beni di John Allen, l’armatore del Carolina I lo avrebbe portato rapidamente ad affermarsi come una delle maggiori società di navigazione a vapore Europee.

Nel 1837 entra in servizio fra Trieste e Venezia il piroscafo a ruote Arciduca Lodovico il primo di dieci nuove unità ordinate dal Lloyd Austriaco. Nel 1842 entrano in servizio i due grandi piroscafi Imperatore e Imperatrice e nel medesimo anno, vengono istituiti i servizi regolari per merci, posta e passeggeri verso la Dalmazia, le isole greche, l’Egitto, la Turchia e i porti del Mar Nero.

Un’altro evento fondamentale nella storia societaria è, nel 1849, la fondazione di una “terza sezione” dedita ad attività culturali: suo scopo principale è la stampa di periodici e libri di divulgazione e cultura destinati ad un ampio pubblico. Al tempo il Lloyd si dota di una delle più grandi tipografie di tutta Europa; macchine da stampa d’avanguardia e tipografi venuti da fuori danno vita ad una pagina poco nota ma importantissima nello sviluppo culturale del paese.

Ben presto le attività tipografiche della “terza sezione” si legano a quelle dell’ufficio stampa e propaganda del Lloyd. Nel corso degli anni attorno alla “terza sezione” si coagulano scrittori, illustratori e artisti i quali daranno vita ad una delle più belle pagine di storia della pubblicità.

Nel 1852 vengono ordinati in Gran Bretagna i tre piroscafi passeggeri Fiume, Jonio e Smirne da 850 tonnellate di stazza, le prime navi sociali con scafo in ferro e propulsione ad elica. Già l’anno successivo il Lloyd decide di dare inizio alla costruzione di un proprio cantiere navale nei pressi della zona di S.Andrea che, nel 1865, avrebbe varato il suo primo piroscafo, l’Austria.

Presso il nuovo cantiere del Lloyd nasceranno piroscafi sempre più grandi, veloci e sontuosi. Nel 1886, in occasione dei primi cinquant’anni della società, l’arsenale vara le due ammiraglie Imperator e Imperatrix che vanno ad aggiungersi alle 84 navi della flotta per un totale di oltre 120mila tonnellate.

La copertina di un menu del piroscafo Saturno datato 10 marzo 1900 (stampa calcografica a tre colori più oro metallizzato)

Copertina firmata da Remigius Geyling per la brochure dei viaggi di piacere del Thalia nel 1914 in lingua ceca.

Nel 1907, dopo alcuni esperimenti di successo, il Lloyd Austriaco decide di mettere in servizio lo “yacht di piacere” Thalia, vale a dire una nave adibita esclusivamente a crociere; Mediterraneo in inverno e Mar del Nord in estate. La nave ha un successo strepitoso e costituisce uno dei primissimi esempi di utilizzo di un natante per esclusivi viaggi turistici e non di linea.

La prima guerra mondiale avrebbe decimato la flotta del Lloyd e dato vita a complesse dispute diplomatiche internazionali. Dopo un periodo sotto la bandiera interalleata, solo nel 1921 le navi dell’ex Lloyd Austriaco divennero proprietà del Lloyd Triestino.

Nel 1925 vengono consegnate al Lloyd le sue prime unità a combustione interna (Esquilino, Viminale, Remo e Romolo) che si rivelano anche le prime motonavi costruite in Italia. Questo esperimento sarà propedeutico alla realizzazione, nel 1931, della motonave Victoria, considerata da molti una delle più belle navi passeggeri di tutti i tempi.

Nel medesimo periodo il Lloyd passa sotto il controllo azionario della famiglia Cosulich di Trieste  la quale, complici a loro volta le serie difficoltà finanziarie del periodo, alla fine degli anni Venti passerà tutte le proprie attività in mano ad un’altra società di navigazione, il Lloyd Sabaudo di Torino.

Mappa dei servizi del lloyd Triestino tratta da un opuscolo del 1937.

Espositore di agenzia stampato su cartone stampato da Modiano, Trieste, nel 1930 su bozzetto di Pollione Sigon.

I riassetti governativi delle linee di navigazione itlaine, prima nel 1932 e poi nel 1937 avrebbero portato al Lloyd cinque grandi e prestigiose unità transatlantiche: Duilio, Giulio Cesare, Conte Rosso, Conte Verde e Conte Biancamano, le quali assieme alla Victoria avrebbero legato il nome della compagnia non solo ad un servizio di linea lussuoso ma anche a prestigiose crociere intorno al mondo.

Alla vigilia della seconda guerra mondiale il Lloyd possiede 85 navi per complessive 700 mila tonnellate; alla fine del conflitto ne restano cinque per meno di 45 mila tonnellate. Nonostante il desolante panorama la ripresa è sbalorditiva: dopo l’utilizzo d’emergenza di alcune vecchie “carrette” superstiti, viene dato il via ad un impressionante programma di nuove costruzioni finanziate in parte dal piano Marshall; nel 1951 viene riaperta la linea espressa con l’Australia con le gemelle Australia, Oceania e Neptunia. L’anno successivo le nuove motonavi Africa ed Europa riaprono il servizio celere con Città del Capo e, nel 1953 l’Asia e la nuova Victoria intrapprenderanno la relazione rapida verso l’India e il Pachistan.

Il 1963 segnerà il culmine ma anche l’inizio di un rapido declino per il Lloyd Triestino: prendono servizio le stupende turbonavi Galileo Galilei e Guglielmo Marconi, le più grandi, veloci e belle unità mai possedute dalla compagnia; esse avrebbero ridotto il tragitto dall’Italia all’Australia a soli 23 giorni ma erano giunte troppo tardi sulla scena internazionale quando ormai gli aerei di linea stavano prendendo il sopravvento.

CARTOLINE E LITOGRAFIE

 

Già dagli albori della sua attività, ma in particolar modo dopo l’avvio della “terza sezione”, nel 1849,  il Lloyd iniziò ad affiancare a bollettini e annunci di viaggio dei piccoli disegni al tratto che raffiguravano il piroscafo.

Nella seconda metà del Ottocento con l’avvio della stampa industriale a colori, molti sarebbero stati gli artisti chiamati a raffigurare i primi materiali stampati utilizzati dal Lloyd. Si tratta di menù, programmi di viaggio, liste passeggeri ecc. Uno dei veicoli pubblicitari più efficaci si rivelerà ben presto la cartolina e quella del ritrattista di navi divenne una professione o quasi per molti giovani esordienti nel campo della grafica e dell’arte applicata. Proprio a Trieste uno dei più fulgidi esempi fu quello di Paolo Klodic che dal primo dopoguerra fino agli anni Sessanta avrebbe assemblato una delle più vaste produzioni di ritratti di navi principalmente realizzati con la tecnica del pastello su tavola. Dai dipinti di Klodic vennero ricavate numerose stampe litografiche e soprattutto miriadi di cartoline che venivano distribuite a titolo di propaganda gratuita sia a bordo che negli uffici viaggi.

LOCANDINE E CARTELLONISTICA PUBBLICITARIA

 

Un’altra delle prime forme di pubblicità per le società di navigazione furono le locandine e i poster che venivano appesi in luoghi pubblici (nelle stazioni ferroviarie, sugli autobus e sui tram, nelle agenzie di viaggio…) e sui muri delle città.

Date le dimensioni decisamente più grandi rispetto alle cartoline, la grafica di questi poster risultava generalmente più ricercata e di maggiore qualità. Di solito i poster erano divisi in due parti; la metà superiore raffigurava la nave mentre la metà inferiore - soggetta a cambi più frequenti - presentava date e dettagli delle prossime partenze programmate.

Trieste è una melting pot di avanguardie artistiche, soprattutto nel periodo compreso tra le due guerre mondiali e non stupisce quindi che molta grafica pubblicitaria cittadina, a cominciare da quella del Lloyd Triestino sia affidata ad alcuni artisti locali che hanno ormai raggiunto fama internazionale. Si pensi ad esempio a Marcello Dudovich oppure a Giuseppe e Pollione Sigon, per molti anni deus ex machina della straordinaria qualità e varietà di stampa delle grafiche Modiano di Trieste. Spesso vengono indotti anche concorsi per il lancio pubblicitario di una nuova nave o di un nuovo servizio, stimolando la creatività di numerosi artisti i quali, con le tecniche e gli stili più disparati, presentano i loro bozzetti: quelli vincenti avranno l’onore di essere poi riprodotti in migliaia e migliaia di copie.

 

Posters

OPUSCOLI E DEPLIANT

 

I vari libri e libretti realizzati dalle società di navigazione sono uno dei principali oggetti di culto ancora oggi ambiti dai collezionisti di tutto il mondo. Tra queste piccole e raffinate pubblicazioni, le categorie più diffuse sono quelle degli opuscoli e dei depliant. I primi constano di più pagine rilegate tra loro attraverso spille metalliche o altri sistemi, mentre per depliant - o pieghevole - si intende un unico foglio ripiegato più volte. Quest’ultimo sistema era ideale per pubblicare ad esempio i piani con le sistemazioni passeggeri della nave in modo che poi diventasse un utile piantina per muoversi a bordo.

A differenza di menu liste passeggeri e programmi, i cui interni venivano stampati quotidianamente dalla tipografia di bordo (e ancora prima scritti a mano o dattiloscritti), opuscoli e depliant venivano interamente progettati e stampati sulla terra ferma da stampatori d’arte molto sofisticati. Non è raro trovare tra gli opuscoli autentici capolavori di arte grafica; al di la della bellezza del soggetto in copertina, questi piccoli libri erano spesso stampati a rilievo, con l’utilizzo di filetti e scritte metallizati in oro o argento ad esempio, su tipologie di carte differenti, con l’inserto di decorazioni metalliche e i bordi talvolta frastagliati a mano.

In epoca pre italiana il Lloyd è ovviamente strettamente legato alla capitale austriaca dove risiedono molti degli istituti finanziari che lo sostengono. Nello stesso modo sono presenti artisti viennesi di chiara fama impegnati ad illustrare le pubblicità del Lloyd, come Oscar Herman Lamb, Harry Heusser e Remigius Geyling.

Enorme impulso all’attività editoriale e promozionale del Lloyd l’avrebbe data, dai primi anni Venti in poi, Bruno Astori, fondatore della rivista di viaggi del Lloyd “Sul Mare” e successivamente capo dell’ufficio stampa del gruppo Finmare. L’organo della società triestina, dal numero di Luglio e Agosto 1933, diventa la rivista ufficiale delle società di navigazione italiane e aumentano i collaboratori esterni alla cerchia triestina, i quali costituiscono però uno zoccolo duro di artisti che avrebbero illustrato numerosi poster e brochure per società non triestine: Gianni Brumatti, Glauco Cambon, August Cernigoj, Marcello Claris, Marcello Dudovich, Ugo Flumiani, Giovanni Giordani, Lauro Laghi, Pietro Lucano, Guido Marussig, Argio Orell, Antonio Quaiatti, Giorgio Settala...

LTPUB021

La brochure del 1934 per i servizi del Lloyd Triestino verso l'India e l'Estremo Oriente; le suggestive immagini, che ricordano l'India e la Cina, erano opera di Antonio Quaiatti mentre la stampa era a cura di Pizzi e Pizio di Milano.