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BIOGRAFIA

 

Pietro Spirito (Caserta, 1961) vive e lavora a Trieste. Scrittore e giornalista alle pagine culturali de "Il Piccolo", collabora con la Rai a programmi radiofonici e televisivi, ed è autore di testi per il teatro, fra cui Il mio nome è Nettuno (Lagunamovies/Teatro Stabile Fvg, 2013) e Il direttore (con Elke Burul, Teatro Stabile La Contrada, 2015) . Con Guanda ha pubblicato Le indemoniate di Verzegnis (2000, Premio Chianti), Speravamo di più (2003, finalista al Premio Strega, Premio Feudo di Maida, Premio Triesteartecultura), Un corpo sul fondo (2007, Premio Scritture di frontiera), L'antenato sotto il mare (2010). Per Santi Quaranta è uscito Il bene che resta (2009, Premio Latisana per il Nord Est). Fra i reportage ha pubblicato Squali! Viaggio nel mondo del più grande predatori di mari (Greco&Greco, 2012) e Nel fiume della notte (Ediciclo, 2015).

www.pietrospirito.it

 

 

SINOPSI

 

La frontiera sommersa

 

di Pietro Spirito e Luigi Zannini

regia di Luigi Zannini

 

I fondali del Golfo di Trieste, pur non raggiungendo grandi profondità, nascondono diversi relitti, testimonianze e tracce di un passato in gran parte ancora da riscoprire. Osservare questi relitti permette di compiere un viaggio nel tempo, dalle ere più antiche all’epoca contemporanea.

Attraverso spettacolari e inedite immagini subacquee, foto e filmati d’epoca, interviste ad esperti e testimoni, il documentario propone un originale itinerario nella storia del Friuli Venezia Giulia, dall’epoca dei Romani fino ai giorni nostri, visto da sotto il mare.

Dagli insediamenti romani sommersi lungo la costa, al relitto del vascello Mercure affondato durante la battaglia navale che nel 1812 costò a Napoleone l’egemonia dell’Adriatico; dai resti spettrali della corazzata Wien colata a picco nella baia di Muggia nel 1917, fino al bombardiere americano B24 al largo di Grado abbattuto nel 1944, e alla base dei sottomarini tascabili nazisti nella baia di Sistiana, il documentario ripercorre le tappe salienti della storia dei confini nord-orientali con una prospettiva affascinante e  inusuale.