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VICTORIA

INTRODUZIONE

 

“La freccia bianca”, “La colomba d’oriente”, “La nave dei Marajà”... Sono questi alcuni degli epiteti con i quali divenne nota la motonave Victoria del Lloyd Triestino. Alla fine degli anni  Venti l’ufficio tecnico della società armatrice si trovò ad affrontare un problema complesso quanto ovvio per una compagnia di navigazione: il concepimento di una nuova nave che andasse a rimpiazzare due unità ormai superate, Helouan e Vienna, i due vecchi piroscafi nati ancor prima della Grande guerra che, fatto salvo per la parentesi bellica, avevano servito dignitosamente la linea espressa tra l’Italia e Alessandria d’Egitto.

La velocità elevata grazie ai mezzi propulsivi di ultima generazione, la concorrenza della Società Italiana di Servizi Marittimi (SITMAR) di Genova impegnata sulla stessa linea con i due ottimi piroscafi Esperia ed Ausonia, una non trascurabile contrazione del traffico su quella rotta e, infine, la ricapitalizzazione del Lloyd Triestino da parte del Lloyd Sabaudo, convinsero la società armatrice a ordinare una sola unità; una eventuale gemella avrebbe dovuto attendere congiunture economiche più favorevoli.

Dopo l’esperienza favorevole con alcune unità miste, venne deciso di dotare la nuova ammiraglia del Lloyd di propulsione diesel: quattro potenti diesel Sulzer, costruiti presso la celebre Fabbrica Macchine Sant’Andrea del capoluogo giuliano, agivano su altrettante eliche con l’intento di ottenere una velocità di servizio di 20 nodi.

Un olio su tela di Paolo Klodic dipinto nel 1931 in occasione dell'entrata in servizio della nave (collezione Maurizio Eliseo).

La Victoria (questo è il nome scelto dopo aver considerato quelli di Alessandria e Cleopatra) fu anche una delle primissime navi passeggeri al mondo ad ottemperare alle nuove direttive promulgate nel 1929 per la salvaguardia della vita umana in mare (SOLAS 1929); oltre a un doppiofondo cellulare esteso dal gavone di prora a quello di poppa, l’unità era divisa in undici compartimenti stagni, con la sala macchine al centro e gli spazi davanti e dietro  destinati al carico di merci varie. Vi era anche un garage per le automobili al quale si accedeva direttamente dalla banchina attraverso una passerella.

Pur di dimensioni contenute rispetto ai grandi liner transatlantici, della Victoria si sarebbe parlato in tutto il mondo per vari motivi: oltre alla velocità, aveva una linea particolarmente aggraziata e filante, i suoi allestimenti interni erano in chiave contemporanea e il salone di prima classe era dotato di aria condizionata con un impianto progettato dalla società americana Carrier e costruito in Inghilterra.

SCHEDA TECNICA

 

DATA D'IMPOSTAZIONE: 03/105/1930 

DATA DEL VARO: 06/12/1930

VIAGGIO INAUGURALE: Trieste - Alessandria d'Egitto  27/06/1931

CANTIERE: Cantiere di San Marco, Trieste NUMERO DI SCAFO: 782

COMPAGNIA: Lloyd Triestino, Trieste

BANDIERA: ltaliana

DIMENSIONI:

LUNGHEZZA FUORITUTTO 164,6 m 

LARGHEZZA 21,3 m

STAZZA LORDA: 13062 tsl

PROPULSIONE: Motore Sulzer diesel a quattro eliche

VELOCITA' DI SERVIZIO: 20,50 nodi

VELOCITA` MASSIMA:  23,36 nodi

POTENZA: 18.660 cavalli

CAPACITA' ALBERGHIERA:

PRIMA CLASSE: 239

SECONDA CLASSE: 245

TERZA CLASSE: 100

QUARTA CLASSE: 82

EQUIPAGGIO: 254

FINE: 1942 gennaio 24 attacata e affondata da aerei alleati inglesi nel  golfo di Sidrea

 

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PIANI GENERALI

 

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PIANI ISOMETRICI

 

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CRONOLOGIA STORICA

 

1930, maggio 3: impostazione presso il cantiere San Marco, Trieste; scafo 782.

1930, dicembre 6: varata; madrina Donna Carolina, moglie del ministro delle comunicazioni Costanzo Ciano.

1931, aprile 30: lascia per la prima volta il cantiere diretta al bacino galleggiante di Pola per il carenaggio.

1931, maggio 22: rientra a Trieste dopo aver effettuato le prime prove di macchina.

1931, giugno 20: prove di velocità, durante le quali si dimostra la più veloce motonave del tempo superando i 23 nodi.

1931, giugno 21: consegnata al Lloyd Triestino.

1931, giugno 27: salpa da Trieste, sotto gli occhi di migliaia di persone, per il viaggio inaugurale  Trieste – Alessandria d’Egitto, facendo scalo a Venezia e Brindisi.

1932, gennaio 24: in seguito alle prime disposizioni governative sul riassetto delle linee di navigazione la SITMAR di Genova, già appartenente alla NGI, viene dissolta sciolta e le sue navi trasferite al Lloyd Triestino. Esperia e Ausonia vengono lasciate sulla rotta per Alessandria e la Victoria viene trasferita alla linea celere Genova-Bombay con scali a Napoli, Port Said e Aden.

1935: viene ristrutturata a Genova con l’aggiunta di una piscina all’aperto per la prima classe; la stazza aumenta a 13.098 t.

1935 ottobre: ritorna a fare scalo ad Alessandria d’Egitto in sostituzione dell’Ausonia, distrutta da un incendio.

1936, gennaio: sostituisce il piroscafo consociale Conte Rosso (ai lavori presso l’arsenale del Lloyd) sulla rotta di Shangai con scali a Venezia, Brindisi, Port Said, Aden, Bombay, Colombo, Singapore e Hong Kong.

1936, aprile: ritorna al servizio Genova - Bombay.

1936, giugno:  rotta estesa fino a Shanghai con scalo a Massaua.

1936, ottobre: passa definitivamente alla rotta di Shanghai dopo aver ospitato a Trieste le autorità per le celebrazioni del centenario del Lloyd Triestino.

1936, dicembre 29: salpa da Genova per un viaggio straordinario a Manila, in occasione del congresso eucaristico internazionale dove giunge il 23 gennaio 1937.

1939, novembre 20: conclude a Genova (con le insegne di neutralità dipinte sui fianchi) il suo ultimo viaggio di linea.

1940, giugno 1: effettua un viaggio come trasporto truppe per il ministero della guerra che si conclude a Bari il successivo giorno 16 giugno.

1940, giugno 25: salpa da Napoli insieme all’Esperia per il primo convoglio bellico nazionale verso la Libia con 437 soldati e 2775 tonnellate di merci.

1940, luglio 18: rientra a Genova e viene posta in disarmo.

1941, gennaio 22: salpa da Napoli per la prima di otto missioni come trasporto truppe verso Tripoli.

1941, giugno 3: in navigazione tra Trapani e Napoli ha un’avaria ai motori e appoggia su Napoli.

1941, agosto 26: giunge a Taranto per incrementare la capacità di trasporto truppe.

1942, gennaio 22: al termine dei lavori salpa da Napoli con il convoglio T48 diretta a Tripoli.

1942, gennaio 24: dopo un primo attacco aereo il pomeriggio precedente, alle 17:25 venne centrata a poppa da un siluro a poppa sganciato da caccia inglesi e immobilizzata. Mentre sono in corso le operazioni di abbandono nave viene nuovamente silurata e intorno alle 19 affonda nel golfo della Sirte portando con se 249 uomini.

 

 

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