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Conte di Savoia

INTRODUZIONE

 

Il Conte di Savoia visse la sua esistenza parallelamente a quella del Rex, del quale fu l’alter ego tra il 1932 e il 1940 sulla rotta espressa Genova - New York. Entrambe le navi sarebbero entrate in servizio nell’autunno del 1932 per la Italia Flotte Riunite ma, entrambe, erano state originariamente ordinate da società rivali e pertanto le uniche somiglianze erano  le dimensioni, la velocità e le sistemazioni alberghiere; erano state concepite per gareggiare l’una contro l’altra e risulta quindi interessante mettere in evidenza quanto, in fondo, fossero diverse. Se il Rex  poteva ben definirsi l’ultima “nave palazzo” per i suoi anacronistici allestimenti neoclassici, il Conte di Savoia rappresentò un’autentica rivoluzione nel campo dell’arredo navale con i suoi saloni in schietto stile Novecento. La nave fu un capolavoro estetico grazie al perfetto connubio tra l’ingegnere navale che la progettò (Nicolò Costanzi, abile artista ed esteta) e l’architetto che ne avrebbe curato gli interni, Gustavo Pulitzer Finali.

Al Lloyd Sabaudo, che aveva ordinato il Conte di Savoia, va il merito di aver avuto il coraggio di “buttare a mare” il progetto originario (un “classicone”) per percorrere una strada rivoluzionaria e proporre un nuovo stereotipo per la grande nave di linea sulla base del successo riscontrato poco prima dalla motonave del Lloyd Triestino Victoria, costruita dal medesimo cantiere su disegno degli stessi progettisti. Infatti il progetto di Pulitzer e dei suoi collaboratori, gli architetti tedeschi Michael Rachlis e Georg Manner, era così moderno da spaventare qualche dirigente della società armatrice fino al punto da far riprogettare la sala delle feste da Adolfo Coppedè alla ricerca del neo barocco più sfrenato. Questa strana intrusione a bordo di una nave futuristica piacque però al pubblico americano tanto che, a livello di prenotazioni, il Conte di Savoia ebbe maggior successo del Rex, all’ombra del quale dovette però vivere dopo che quest’ultimo conquistò il Nastro Azzurro.

"La nave che non rolla": cartolina pubblicitaria per illustrare il sistema di giroscopi in maniera intubile al pubblico.

A tal proposito e bene rammentare che proprio al Conte di Savoia era stato inizialmente assegnato mandato ufficiale per tentare il record:  nel marzo 1933 il transatlantico percorse la tratta Gibilterra - New York alla media di 27,53 nodi, giungendo a destinazione con un giorno di anticipo ma fallendo il record (detenuto dal tedesco Europa) per meno di 4 decimi di nodo. In effetti il Conte di Savoia durante le prove in mare si era rivelato il più veloce dei due e inoltre, per la prima volta, gli inglesi pubblicarono una monografia dedicata alla nave riconoscendone la superiorità tecnica. Tra le molte novità va ricordato che il transatlantico italiano fu il primo al mondo dotato di un sistema antirollio contro il mal di mare.

SCHEDA TECNICA

 

DATA D'IMPOSTAZIONE: 05/10/1930

DATA DEL VARO: 28/10/1931

VIAGGIO INAUGURALE: Genova - New York 30/11/1932

CANTIERE: Cantiere di San Marco, Trieste

NUMERO DI SCAFO: 783

COMPAGNIA: Italia Flotte Riunite (Italian Line), Genova

BANDIERA: Italiana

DIMENSIONI:

LUNGHEZZA FUORITUTTO: 248,3 m

LARGHEZZA: 29,3 m

STAZZA LORDA: 48502 tsl

PROPULSIONE: 4 turbo riduttori a vapore VELOCITA' DI SERVIZIO:  27,00 nodi

VELOCITA' MASSIMA:  29,50 nodi

POTENZA: 130.000 cavalli

CAPACITA ALBERGHIERA:

PRIMA CLASSE: 578

SECONDA CLASSE: 420

TERZA CLASSE: 720

EQUIPAGGIO: 786

FINE: 1939 a Malamocco vicino Venezia 1950 aprile 24 giunge nel cantiere di Monfalcone per essere demolita

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