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SOCIETA' ITALIA

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INTRODUZIONE

 

La società di navigazione Italia, nota all’estero come Italian Line, iniziò la sua attività nel 1932 e per molti decenni sarebbe rimasta una delle più importanti e rinomate compagnie di navigazione ad unire l’Europa con le Americhe.

Sotto i suoi colori navigarono alcuni dei transatlantici più celebri e famosi al mondo: Roma, Augustus, Giulio Cesare, Conte Grande, Conte di Savoia, Rex, Saturnia, Andrea Doria, Cristoforo Colombo, Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Raffaello… Queste ultime due, ancora oggi molto ricordate, nel 1975 avrebbero concluso il servizio di linea passeggeri sulla celebre rotta Genova-New York.

All’apice della sua esistenza, nella seconda metà degli anni Trenta, la società Italia avrebbe armato qualcosa come 680.000 tonnellate di naviglio e gestito linee regolari, merci e passeggeri, con le Americhe, l’Australia, il Sud Africa e le colonie italiane.

Quando, il 10 giugno 1940, l’Italia entrò tra le nazioni belligeranti del secondo conflitto mondiale, il governo si “dimenticò” di avvisare le proprie navi di linea dell’evento e la maggior parte di esse caddero in mani nemiche o vennero affondate. Alcune di esse erano state impiegate per il trasporto di uomini e mezzi in Nord Africa divenendo facili prede dei sommergibili nemici e trascinando con se negli abissi migliaia di giovani vite.

Al termine delle ostilità, delle 786 navi mercantili battenti bandiera italiana per oltre 3,3 milioni di stazza lorda, ne rimanevano novantacinque con una stazza pari a un decimo e molte di esse caddero in mani straniere. Il trattato di pace prevedeva addirittura che al paese fosse interdetta la costruzione di nuovi transatlantici per la rotta di New York per un decennio. Fu grazie all’azione diplomatica di Alcide De Gasperi, capo del governo italiano, durante la sua missione a Washington del gennaio 1947, che il governo americano decise di sostenere l’Italia; oltre a cedere cinquanta navi mercantili standard tipo “Liberty” a prezzo di favore avrebbero permesso la restituzione degli unici quattro transatlantici anteguerra rimasti (Saturnia, Vulcania, Conte Biancamano e Conte Grande) e autorizzato la costruzione, finanziata con il piano Marshall, di due nuove ammiraglie per la linea celere di New York, le gemelle Andrea Doria e Cristoforo Colombo.

La rapida ricostruzione della flotta italiana, non solo in termini numerici ma soprattutto per la qualità e la bellezza delle navi di linea del dopoguerra, lasciò stupefatto il mondo intero: gli americani chiamarono i nuovi transatlantici della società Italia “The Renaissance Fleet”, la flotta del Rinascimento.

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