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MONFALCONE, cantiere navale

INTRODUZIONE

 

Lo stabilimento di Monfalcone, che continua ancora oggi a costruire molte delle più grandi e moderne navi da crociera di ultima generazione commissionate dai più prestigiosi armatori del mondo, venne fondato nel 1908.

Tutto ebbe inizio grazie a una importante famiglia armatoriale di origini lussignane, i Cosulich, trasferitasi a Trieste sul finire dell’Ottocento, che aveva dato forte impulso al servizio transatlantico passeggeri e merci tra l’alto Adriatico e le Americhe. Una commistione di eventi, tra cui la svalutazione del fiorino austriaco rispetto alla sterlina, il varo di una legge per le sovvenzioni delle costruzioni navali mercantili e l’accordo col governo italiano per attraccare in porti della penisola al fine di imbarcare emigranti, portò nel 1907 i fratelli Cosulich alla decisione di costruire un proprio cantiere navale.

A quel tempo a Trieste le aree disponibili a questo scopo erano occupate dal cantiere San Marco e dall’Arsenale, ma l’amicizia tra Alberto Cosulich e l’ex compagno di scuola Alberto Rebulla, all’epoca podestà di Monfalcone, portò all’acquisto di un vasto terreno nella zona di Panzano, un’area paludosa tra quella cittadina e il mare. Là sarebbe sorto in tempi rapidissimi il cantiere navale che tutt’oggi è il più importante produttore dei giganti da crociera degli armatori americani, fiore all’occhiello dell’industria nazionale che assicura un cospicuo introito di denaro fresco dall’estero nelle casse dello stato italiano, offrendo occupazione a migliaia di persone, sia dipendenti propri che dell’indotto.

 

La prima azione italiana del Cantiere Navale Triestino, emessa il 1° settembre 1919, giorno della riapertura ufficiale dello stabilimento dopo la Grande Guerra.

La lungimiranza dei Cosulich nella scelta del luogo dove edificare il cantiere ha senz’altro contribuito a un continuo successo; collocato vicino a importanti arterie di traffico stradale e ferroviario e al contempo abbastanza lontano dal centro per evitare contrasti con lo sviluppo urbano, lo stabilimento non ha mai sofferto dei problemi che avrebbero imposto la chiusura dei cantieri San Marco e San Rocco.

Inoltre le vaste zone sgombre, limitrofe alla zona interessata, avrebbero permesso in qualunque momento (come di fatto accadde nel corso degli anni) un sensibile ampliamento.

Con la prima assemblea dei soci lo stabilimento aprì ufficialmente il 3 aprile 1908, sotto la ragione sociale di Cantiere Navale Triestino, a riprova del forte legame con Trieste (fino al termine della Seconda guerra mondiale Monfalcone fu in provincia di Trieste e non di Gorizia).

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DAGLI ESORDI ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE

 

La prima dirigenza del cantiere venne affidata ad alcuni tecnici scozzesi provenienti dal cantiere Russell & Co. di Port Glasgow, dove in precedenza i Cosulich avevano fatto costruire la maggior parte dei loro transatlantici, incluso il grande piroscafo a due fumaioli e doppia elica Martha Washington.

James Stewart fu il primo direttore tecnico dello stabilimento e sovrintese la costruzione del primo piroscafo, il Trieste, consegnato il 18 febbraio 1909 alla società armatrice Dalmatia di Ragusa (oggi Dubrovnik). Appena un anno più tardi, il 15 aprile 1910, veniva dato il via alla costruzione del primo grande transatlantico per l’Unione Austriaca di Navigazione dei Cosulich, che sarebbe sceso in acqua il 9 settembre 1911 col nome di Kaiser Franz Joseph I.

 

La mappa di Monfalcone e del suo territorio industriale (incluso il cantiere navale) allegata al trattato "per il risorgimento di Monfalcone" dato alle stampe dal podestà cittadino Arturo Rebulla nell'agosto 1918.

L’avvento della Grande Guerra provocò la totale devastazione del cantiere, impedendo di portare a termine tre transatlantici, di dimensioni ancora più grandi, che allo scoppio del conflitto si trovavano in varie fasi di costruzione. In particolare la costruzione no. 39 (che avrebbe dovuto probabilmente chiamarsi Kaiserin Elisabeth) era un bellissimo transatlantico a tre fumaioli, con sistemazioni di prima classe particolarmente lussuose, e costituiva uno sviluppo del precedente Kaiser Franz Joseph I. La grande unità, che avrebbe dovuto prendere il mare nella primavera del 1916, era quasi pronta al varo quando scoppiò la Grande Guerra. Trovatosi sulla linea del fronte, venne bombardato da entrambe le parti in conflitto e, una volta terminate le ostilità, trovo nobile impiego come edificio per ospitare gli uffici del cantiere in attesa che fossero riedificati.

 

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