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COSULICH

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INTRODUZIONE

 

Nel periodo tra le due guerre mondiali uno dei nomi più rinomati nei servizi di linea tra il Mediterraneo e le Americhe era quello della Cosulich Line. I loro due transatlantici più famosi furono senza dubbio le motonavi gemelle Saturnia e Vulcania le quali prestarono un onorevole servizio di linea, da crociera e di guerra per un quarantennio e, ancora oggi, i loro nomi sono ricordati sia in Italia che all’estero, soprattutto a Trieste dove aveva sede la società armatrice.

La compagnia nacque nei primi anni dell’ Ottocento ad opera dell’omonima famiglia italiana originaria dell’isola di Lussino, nell’arcipelago del Quarnero, al tempo appartenente al regno di Austro - Ungheria.

La famiglia, così come molte altre originarie del medesimo luogo, viveva principalmente grazie ad attività legate al mare e, nel 1852 i fratelli Antonio Felice, Gaspare e Marco acquistarono i velieri di seconda mano Gloria e Marco (varati a Trieste un decennio prima) e ordinarono a un cantiere di Fiume un altro due alberi leggermente più grande, l’Elena Cosulich che portava il nome della loro madre.

Nel 1855, grazie alla guerra di Crimea, francesi e inglesi ebbero l’urgente necessità di noleggiare navi per il trasporto di uomini e mezzi e i velieri dei Cosulich lavorarono per quasi due anni a costi di noleggio elevatissimi che gli permisero un lauto guadagno e, di conseguenza, l’opportunità di ingrandire la loro flotta e il loro business.

Alcuni anni più tardi i figli di Antonio Felice Cosulich, Alberto, Callisto, Fausto e Marco entrarono nell’attività paterna e, ascoltando il suo consiglio, nel 1889 si sarebbero trasferiti a Trieste. La città giuliana era al tempo in pieno fermento: dopo l’apertura del canale di Suez era diventata la Porta d’Oriente, il porto uno dei più grandi e moderni del Mediterraneo e non solo e Trieste era considerata uno dei massimi empori per commercianti, assicuratori, armatori e altri servizi legati al traffico marittimo.

NAVI CELEBRI

COSULICH LINE SHOP

STORIA

 

Nel 1889, in concomitanza al loro trasferimento a Trieste, i figli di Antonio Felice acquistarono il loro primo piroscafo, l’Elena Cosulich (1197 tsl) di costruzione inglese al quale sarebbe seguita una unità ancora più grande due anni più tardi battezzata a memoria del padre.

A questi primi componenti della flotta ne seguirono altri nove (di cui quattro erano velieri in acciaio) con i quali i Cosulich effettuavano soprattutto la “navigazione libera” o “tramping” in inglese, vale a dire viaggi in tutto il mondo in base alle richieste di spedizionieri o noleggiatori anziché percorrere rotte predefinite in base a tabelle di viaggio in precedenza programmate.

Il porto di Trieste affollato di piroscafi nel 1912

Il 1901 fu per i Cosulich l’anno della svolta: oltre a gestire una flotta di quindici piroscafi, quasi tutti di costruzione recente, ottennero il controllo della società di navigazione Austro-Americana fondata a Trieste nel 1894 da tre spedizionieri stranieri con lo scopo di istituire una linea merci regolare tra l’Adriatico, il Nord America e il Golfo del Messico. Dopo un iniziale successo, che portò l’Austro-Americana a possedere ben nove piroscafi, la crisi economica del 1900 permise ai fratelli Cosulich di acquistare un terzo della compagnia e, successivamente, di prenderne il controllo azionario; nel 1904 la nuova ragione sociale divenne “Unione Austriaca di Navigazione già Austro-Americana e Fratelli Cosulich Società Anonima”.

Proprio la crisi economica dei primi anni del Novecento portò ad un aumento esponenziale degli emigranti diretti oltre Atlantico e le grandi compagnie tedesche e britanniche iniziarono ad operare linee passeggeri regolari da Trieste. Competere con colossi quali il Norddeutscher Lloyd di Brema, l’Hamburg-Amerika Linie di Amburgo e la Cunard Line di Liverpool non era impresa semplicema, dopo aver allestito a bordo delle sistemazioni per emigranti alquanto spartane il 9 aprile 1904 il piroscafo Gerty salpava da Trieste per New York: questo fu il primo viaggio di linea regolare di quella che sarebbe poi diventata universalmente nota come Cosulich Line. L’esperimento ebbe grande successo: i piroscafi Giulia e Frieda vennero immediatamente adattati per il medesimo servizio e nel novembre del 1904 una nave ben più grande, il Georgia (ex Regina Elena acquistato dalla società italiana Puglia) salpava dal capoluogo giuliano con ben 1156 emigranti alla volta di New York. I Cosulich ottennero presto un contratto dal governo di Vienna della durata di dieci anni per il servizio postale e, grazie a questo, ingenti prestiti da banche viennesi che permisero di ingigantire il capitale sociale a ben 18 milioni di corone. A questo punto le due grandi società di navigazione tedesche non poterono fare altro che concorrere anch’esse al capitale sociale abbandonando però il servizio da Trieste con le loro navi. Già nel 1906 la Unione Austriaca di Navigazione possedeva 24 piroscafi e un rimorchiatore portuale; nel medesimo anno i Cosulich crearono a Trieste la “Casa dell’Emigrante” e ordinarono tre nuovi piroscafi in Inghilterra, acquisendo inoltre il diritto all’imbarco di migranti italiani nei porti di Palermo e Napoli.

Una brochure del 1911 dedicata ai servizi della Austro-Americana verso l'America Latina, stampata a litografia dallo Stabilimento N. Zanardini di Trieste, che produceva anche Francobolli; all'interno immagini e descrizione dei nuovi postali Laura e Alice.

Il fumaiolo Cosulich è il soggetto della copertina di questo tariffario per i piroscafi Marhta Washington e Presidente Wilson stampato negli Stati Uniti nel 1923.

Nel 1907 entrarono in servizio i grandi piroscafi di costruzione inglese Alice, Argentina, Laura, e Oceania e venne dato il via anche alla linea diretta con l’America Latina. L’anno seguente dall’Inghilterra giunsero anche il Columbia, l’Atlanta e il Martha Washington il quale salpando da Trieste per New York il 23 marzo 1908 per il suo viaggio inaugurale, fu il primo transatlantico della società dotato di sistemazioni di lusso per passeggeri di prima classe.

Il Martha Washington fu l’ultima unità della famiglia Cosulich di costruzione straniera; a causa di un riacuirsi della crisi economica e del crollo del fiorino austriaco rispetto alla sterlina inglese i Cosulich decisero di dotarsi di un loro cantiere navale. Il podestà della vicina cittadina di Monfalcone, Arturo Rebulla, propose all’amico Oscar Cosulich (figlio di Callisto) di utilizzare le insalubri paludi di Monfalcone (Panzano), opportunamente modificate, per impiantare un cantiere navale, il quale, con il nome di Cantiere Navale Triestino, venne ufficialmente fondato il 3 aprile 1908. Nella loro lungimiranza i Cosulich diedero immediatamente alle nuove infrastrutture la forma di quella che oggi chiameremmo una company-town: case per le maestranze con famiglia, alberghi per operai e impiegati single, cooperative sociali, asili, scuole, luoghi di ritrovo, teatro, società sportive, ricreatori laici...Le officine del cantiere vennero dotate delle migliori attrezzature del tempo e, a dirigerlo, i Cosulich chiamarono tre dirigenti del cantiere scozzese che aveva varato molte delle loro navi, tra le quali il Martha Washington. Già il 9 settembre 1911 scendeva in acqua il Kaiser Franz Joseph I che, con le sue oltre 12.500 tonnellate era il più grande e lussuoso transatlantico mai varato in Mediterraneo.

Nell’autunno del 1912 veniva dato il via alla costruzione di una nuova ammiraglia ancora più grande che avrebbe dovuto prendere servizio nel 1915.

La bella copertina a due colori del primo opuscolo stampato a litografia per la Cosulich, nel 1921, dopo il passaggio di Trieste all'Italia, dalla Industrie Grafiche Cesare Besozzi di Milano, che contiene la storia della società armatrice.

Alla Casa Editrice d'Arte Bestetti & Tumminelli di Milano e Roma venne affidata, nel 1927, la stampa di questa brochurre dedicata alle seconde classi di Saturnia e Vulcania; all'interno stupende scentte di vita a bordo a china e immagini sia a colori che in bianco e mero degli interni.

A causa dello scoppio della Grande guerra però la nave non avrebbe mai potuto essere completata: il cantiere era esattamente lungo la prima linea del fronte tra italiani e austriaci e venne totalmente raso al suolo. I Cosulich non si persero d’animo e, ancor prima che i territori fossero ufficialmente trasferiti al Regno d’Italia, ricostruirono il cantiere facendone una struttura ancora più moderna ed efficiente di prima. Già nei primi anni Venti decisero di costruire due nuove ammiraglie che avrebbero rappresentato la gloria ma anche il canto del cigno della grande Cosulich Line. Nel loro tipico spirito di intraprendenza Oscar e Augusto Cosulich decisero di dotare le due grandi navi di propulsione diesel. Acquistata la licenza dalla Burmeister & Wain e aperta una scuola per macchinisti navali diesel a Trieste, presso la locale Fabbrica Macchine S. Andrea sarebbero stati realizzati i quattro più grandi motori a combustione interna mai costruiti prima.

La complessità di queste navi, al secolo le celebri Saturnia e Vulcania, avrebbe però portato a dei notevoli ritardi nel loro approntamento e consistenti perdite finanziarie dovute anche all’assorbimento del Lloyd Triestino. Nel 1929 tutto il grande gruppo industriale dei Cosulich sarebbe passato sotto al controllo della società di navigazione Lloyd Sabaudo di Torino. Questi ultimi avrebbero lasciato notevole autonomia gestionale alla Cosulich Line che mantenne indipendenti le proprie navi e la propria gestione a Trieste. Quando il governo italiano decise di fondere le tre principali società di navigazione italiane per dar vita alla compagnia di bandiera nel 1932 questa venne chiamata Italia Flotte Riunite Navigazione Generale Lloyd Sabaudo Cosulich, ma quest’ultimo nome era soprattutto per questioni di prestigio. Quando la società venne riorganizzata alla fine del 1936 il nome Cosulich scomparve dalla navigazione di linea.

CARTOLINE E LITOGRAFIE

 

Le prime produzioni artistiche di rilievo per promuovere le navi della Austro Americana risalgono all’entrata in servizio del piroscafo Martha Washington. In precedenza, in considerazione dei limitati spazi per i passeggeri di classe a bordo dei transatlantici destinati principalmente ai migranti, cartoline e “ritratti” di navi erano quasi esclusivamente tratti da immagini fotografiche e stampate in bianco e nero. Per il lancio pubblicitario del Martha Washington e, ancor più, per il più grande Kaiser Franz Joseph I (entrato in servizio in contemporanea al Titanic, aprile 1912), la famiglia Cosulich decise di fare le cose in grande; d’altronde, proprio per attirare l’attenzione internazionale del pubblico di classe sulla nave, le sale di lusso erano state affidate alle più celebri società di allestimento del tempo quali la Waring & Gillow inglese (arredatrice dello stesso Titanic) e la Marshall & Cribb di Vienna, società di arredo di fiducia degli Asburgo. Proprio questi ultimi, i quali si affidavano a grandi nomi dell’illustrazione austriaca del tempo per i rendering delle loro più prestigiose realizzazioni, fecero conoscere all’Austro nomi del calibro di Karl Feiertag (1874-1944) e Oscar Hermann Lamb (1876-1947). Nella loro bravura questi artisti introdussero, tra i primi al mondo, cartoline raffiguranti gustose scenette di vita a bordo o immagini animate degli esterni in alternativa ai classici “ship’s portrait”.

LOCANDINE E CARTELLONISTICA PUBBLICITARIA

 

I Cosulich portarono nuovamente un’aura di novità alla metà degli anni Venti nei poster e nella cartellonistica in occasione del varo delle loro celebri motonavi Saturnia e Vulcania. Indissero anche una sorta di concorso ad inviti per la campagna pubblicitaria che, non solo intendeva sottolineare la modernità delle due gemelle, ma anche rinnovare l’intera immagine della compagnia. Le proposte più interessanti, almeno agli occhi contemporanei, furono quelle di August Cernigoj (1898 - 1985), ma il suo stile “picassiano” fu probabilmente ritenuto eccessivo per quei tempi e il lavoro venne affidato ad un ignoto A. Dondoli; egli produsse uno dei poster più famosi al mondo nel settore dei trasporti raffigurante un pellerossa che osserva con stupore, puntando il dito e la sua lancia verso la prora aguzza di una sagoma straordinariamente sfuggente della Saturnia che richiama l’idea della velocità: la nave pare volare sull’acqua. Di Dondoli si conosce solo l’iniziale del nome: dopo quel poster, di lui non si seppe più nulla.Al secondo posto arrivò invece un nome ben più noto nel settore dell’illustrazione di qualità, Diego Santambrogio: anche il suo poster, molto apprezzato dalla commissione, verrà stampato dalla Cosulich.Il compito di rinnovare l’immagine della società venne però affidato a un artista di chiara fama forse meno estremista e più capace di controllare i suoi istinti creativi sulla base dei desideri della committenza. Argio Orell (1884-1942) lavorando di concerto con la celebre stamperia Modiano avrebbe progettato il logo e, più in generale, quella che oggi definiremmo l’immagine coordinata dell’impresa.

Artista di eclatante ecletticità, aveva in precedenza realizzato il primo poster “importante” dell’Austro Americana per l’entrata in servizio del Martha Washington: un giovane atleta dal fisico scultoreo che indossa un drappo fatto dalla bandiera Austriaca e Americana regge tra le mani un modello dell’ammiraglia impavesata a festa con, sullo sfondo, una mappa con le rotte della società. Nella seconda metà degli anni Venti, quando i Cosulich presero il controllo del Lloyd Triestino, gli uffici pubblicità e stampa delle due compagnie si fusero e, di conseguenza, anche il materiale promozionale divenne molto simile.

OPUSCOLI E DEPLIANT

 

Come nel caso delle cartoline, i primi opuscoli e pieghevoli realizzati dall’Austro Americana non avevano particolari ricercatezze grafiche pur con poche e significative eccezioni quando venivano riprodotti acquarelli o gouache di Feiertag o Lamb oppure le pagine interne con le fotografie in bianco e nero erano circondate da deliziose cornici con variegati temi grafici.

Ovviamente, come nel caso dei poster, l’arrivo di Saturnia e Vulcania, cambiarono notevolmente le cose. Argio Orell aveva prodotto in quegli anni anche il nuovo logo societario, una C sormontata dal nodo Savoia. Gli opuscoli di presentazione avevano in copertina questo sinuoso disegno stampato su cartoncino a buccia d’arancia; oltre a diverse varianti con questa copertina, rilegata alle pagine interne con nastrini colorati, venne realizzato anche un prestigioso libro a copertina rigida e pagine interne con bordi frastagliati la cui copertina venne però realizzata da un altro celebre nome tra gli artisti del capoluogo giuliano: Guido Marussig (1885-1972). Questo volume contiene delle litografie a colori con i saloni delle navi incollate alle pagine interne, mentre il ritratto formale dei transatlantici era stato realizzato da Heinrich (Harry) Heusser (1881-1943).

Di grande interesse anche il materiale pubblicitario realizzato per l’entrata in servizio (1932) delle ultime navi costruite per la Cosulich Line prima che entrasse a far parte della Italia Flotte Riunite; l’opuscolo firmato da Filippo Romoli (1901-1969) per le gemelle Neptunia e Oceania segna un netto distacco rispetto alla sintassi illustrativa di Dondoli, al quale però l’artista ligure vuole forse rendere omaggio sostituendo in primo piano il pellerossa con un gaucho in sella ad un cavallo rampante che galoppa davanti alla nave a tutta velocità.